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Itinerari e Viaggi

Questa cascata italiana è una meraviglia e in cima c’è una sorpresa: dove si trova

Qual è la cascata italiana più bella in assoluto? Difficile scegliere: ci sono tanti meravigliosi salti d’acqua nascosti nel nostro Paese… Ecco una gemma nascosta.

Scoprire una cascata poco nota significa riappropriarsi di un patrimonio naturale che racconta millenni di storia e approcciarsi a un tesoro di biodiversità e bellezza. Si parla spesso della cascata delle Marmore, che si trova in Umbria: una delle più alte d’Europa e bellissima testimonianza di una delle più antiche opere idrauliche artificiali. Molto belle sono anche le cascate del Serio, in Lombardia: una sorta di cattedrale liquida, incastonata fra le rocce alpine.

Questa cascata italiana è una meraviglia e in cima c’è una sorpresa: dove si trova (Foto: Instagram @hisn_al_giran) – montecampioneskiarea.it

Poi c’è la grande cascata del Rio Verde: 200 metri di altezza, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, in un contesto naturalisticamente incontaminato. Ma tra le preziosità meno note del patrimonio idrogeologico nazionali va citata anche una cascata di solito poco celebrata. Un salto d’acqua siciliano.

Una cascata italiana che piace agli appassionati di trakking e di meditazione… Si tratta della cascata del Catafurco, una meraviglia che si nasconde nel cuore del Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina. Un luogo che merita di essere raccontato e visitato per lo stupore che sa comunicare. A differenza di molte altre cascate più turistiche, il Catafurco si raggiunge solo a piedi. Bisogna affrontare un percorso, non così arduo, di circa 4 chilometri. Sentieri, puntellati da ponticelli e che sovente si trasformano in mulattiere.

La cascata si forma su delle rocce calcaree, modellate dall’erosione millenaria. Il microclima favorisce la crescita di muschi, felci e licheni, creando un ambiente fiabesco. E c’è dell’altro: la vasca naturale alla base della cascata nasce da un fenomeno geologico raro. Proprio l’acqua gettata dal salto, con il suo moto vorticoso, ha scavato nei millenni una cavità ben levigata. Una vera e propria piscina! Il Catafurco si fregia del raro attestato di cascata italiana balneabile. Gli escursionisti, dopo la passeggiata, possono immergersi per un bagno rigenerante.

L’acqua della cascata italiana che rigenera corpo e spirito: la leggenda del Catafurco

Gli abitanti di Galati Mamertino raccontano da sempre che la zona della cascata era frequentata dai monaci basiliani. Perché? Perché nel Medioevo la marmitta era considerata un luogo di purificazione. Gli anziani parlano ancora di “acqua che guarisce“. E molte tradizioni popolari attribuiscono alla cascata poteri miracolosi. C’è chi sostiene, che in età antica, il salto d’acqua fosse sfruttato per riti misterici.

L’acqua della cascata italiana che rigenera corpo e spirito: la leggenda del Catafurco (Foto: Instagram @hisn_al_giran) – montecampioneskiarea.it

Secondo un’altra leggenda, in cima alla cascata si aggirerebbero degli spiriti del bosco. Ciò che è visibile a tutti è la magia creata dalle acque limpide. E, più giù, la bella piscina cristallina. Se sentite dei rumori lungo il sentiero che conduce alla cascata, non vi spaventate: non dovrebbero essere gli spiritelli… La zona è frequentata da daini e volpi. E anche dal raro gatto selvatico siciliano. Un esemplare che piace moltissimo ai naturalisti, che cercano di immortalarlo con le loro macchine fotografiche.

Poi, poco distante dalla cascata, tra la vegetazione, si trovano i resti di un mulino ad acqua, tutto invaso dai rampicanti. Una costruzione che racconta la vita rurale di un tempo passato e del rapporto affascinante tra uomo e fiume. Infine, sempre dalla sommità della cascata, si può intravedere il mare…

Giuseppe F.

Napoletano che vive e lavora a Roma ma tifa Inter. Scrivo per professione e diletto. Ho collaborato con varie riviste culturali e siti online, corretto bozze ed editato o riscritto libri. Mi piacciono la filosofia medievale, i film horror anni ’70 italiani e la musica krautrock. Idolo calcistico: Ivan Zamorano.

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