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Itinerari e Viaggi

Volevano fare solo due graffiti: è nato il borgo più artistico d’Italia

Quando l’amore dei genitori si fonde con l’abbandono, può nascere un capolavoro: hanno ridato vita a un borgo per il figlio malato.

Un luogo dimenticato, come spesso accade a chi ci abita. Uno di quei borghi che hanno la fortuna di trovarsi nelle regioni più belle d’Italia, eppure condannati al declino per lo spopolamento, la mancanza di lavoro e la fuga dei giovani. A restare sono solo i più fragili: anziani senza la forza di trasferirsi, famiglie con poche risorse, vite che si trascinano tra silenzi e case vuote.

Volevano fare solo due graffiti: è nato il borgo più artistico d’Italia (credit: Facebook Valogno Borgo d’Arte) – montecampioneskiarea.it

Così Valogno stava per diventare un paese fantasma, come succede troppo spesso. Poi, dieci anni fa, un piccolo grande gesto ha cambiato tutto. Una coppia – Giovanni Casale e Dora Mesolella – è arrivata qui per curare il figlio Pasquale, affetto da una malattia rara.

Di fronte all’immagine di un borgo grigio e abbandonato, hanno scelto di reagire. Non solo per combattere il dolore dentro casa, ma anche per ridare luce alle strade e alle mura intorno. Con la forza dell’arte, con il potere dell’amore. Oggi Valogno non è più un paese sul punto di sparire: è diventato un luogo di bellezza, il borgo più artistico d’Italia.

I colori del grigio: come l’arte ha cambiato tutto

Il progetto che ha trasformato Valogno porta un nome emblematico: ‘I colori del grigio’. È nato dall’idea di Giovanni e Dora di non lasciare che i muri spogli raccontassero solo abbandono, ma diventassero una tela collettiva. Con il tempo hanno coinvolto artisti, volontari e viaggiatori, e ogni vicolo si è riempito di opere d’arte.

I colori del grigio: come l’arte ha cambiato tutto -(credit: Facebook Valogno Borgo d’Arte) – montecampioneskiarea.it

Oggi si contano oltre cento murales: volti di Frida Kahlo, immagini fiabesche per i bambini, simboli della memoria collettiva come l’Unità d’Italia. Ogni parete è una storia, ogni scorcio una sorpresa. Non sono solo dipinti, ma un linguaggio che ridona dignità a un borgo che rischiava di spegnersi.

Accanto ai murales c’è una ‘casa-pensatoio’, spazio di incontro e di idee. E tutto intorno si possono visitare attrazioni come il Teatro Romano di Sessa Aurunca, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e il ponte Real Ferdinando. Tutte testimoniante di un territorio ricco che oggi trova nel borgo dipinto la sua vetrina più sorprendente.

Raggiungerlo è semplice: il borgo si trova nel comune di Sessa Aurunca, provincia di Caserta, a poco più di un’ora da Napoli e meno di due da Roma. L’uscita più vicina è Capua, sull’autostrada A1, da cui si prosegue verso Sessa Aurunca e poi Valogno. In treno si arriva fino a Sessa Aurunca e si continua con autobus o taxi. Chi viene in auto può parcheggiare fuori e scoprire il borgo a piedi: i vicoli stretti meritano di essere vissuti lentamente.

Daniela Guglielmi

Potrei dire di essermela cercata, ma la verità è che la scrittura ha trovato me. Classe '94, scrittrice per caso e oggi redattrice a tempo pieno. La mia avventura con la scrittura è iniziata per gioco, quando qualche anno fa ho mollato tutto per ritrovare me stessa. Da allora collaboro con diverse riviste e blog, trasformando un semplice passatempo in una carriera a tempo pieno. Non amo la superficialità: mi nutro di approfondimenti e cerco sempre di andare oltre l'apparenza delle cose.

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